ISMN: 9790215923133
Come tira l’aria
Il titolo “Come tira l’aria” di questa mia composizione per violino e 6 percussionisti, commissionatomi dal Lugano Percussion Ensemble, viene dal fatto che, dopo un periodo dedicato alla composizione di brani con un riferimento diretto a soggetti, temi, materiali, esterni alla musica (“Se piove un fuoco oscuro nel mio petto” per ensemble, ispirato alla figura di Pier Paolo Pasolini e “Here is the deepest secret nobody knows”, per 6 percussionisti, legato a frammenti poetici del poeta americano E. E. Cummings), avevo bisogno di libertà per poter creare nuova musica.
Così la mia decisione è stata di tornare a lasciar fluire, senza vincoli, le idee musicali e assecondare il flusso creativo in maniera libera, così come affiorava dal mio universo poetico. “Come tira l’aria”, appunto, è allora il titolo che può descrivere come è nata questa musica: e cioè come le cose vengono, come “l’aria” le porta. “Come tira l’aria” è qui metafora di “come le cose vengono”. Aria come simbolo di qualcosa che ci arriva senza preavviso, imprevedibilmente. Aria come elemento simbolico del fluire senza costrizione, verso una meta apparentemente non definita. Aria come elemento al quale abbandonarsi senza opporre resistenza, per lasciarsi trasportare.
Il brano, formalmente, si articola in tre grandi sezioni principali senza soluzione di continuità, con una cadenza per il violino situata tra la seconda e la conclusiva terza sezione.
Il violino ha un ruolo solistico e concertante ma, seppur l’articolazione formale potrebbe far pensare ad una strutturazione classica, in realtà la costruzione musicale all’interno di ciascuna sezione è pensata senza riferimenti diretti a forme del passato.
Il materiale della prima e della terza sezione sono lavorati e trattati concentrandosi sul principio della ripetizione. La mia ricerca qui, va nella direzione di utilizzare questo principio a vari livelli della costruzione del tessuto musicale: ne sono infatti informati tanto le cellule ritmiche e melodiche, quanto gli incisi e le frasi. Ma il gioco è di ripetere senza mai proporre un ripetitività letterale: ogni elemento ritorna, ma sempre con un grado più o meno importante di variazione e sempre in un contesto musicale espressivo ed evocativo. Le percussioni sono ora in dialogo con il violino nella (prima sezione), ora amplificazione e cassa di risonanza dei gesti del solista nella più ritmica e dinamica seconda sezione, e, dopo la cadenza del violino, una cadenza virtuosistica ma al tempo stesso intimista, percussioni e violino si uniscono in un discorso quasi corale, calmo, intimo, un mantra dall’incedere quasi ipnotico che, lentamente, ci porta al termine del brano.
Giacomo Platini