ISMN: 9790215923416
Scherzo
Scherzo è il secondo movimento di un Quartetto per archi che (ancora) non esiste. La forma è classicamente tripartita, come quella di un autentico Scherzo con Trio. La linea melodica che apre la partitura deriva dall’etimo di scherzare, ossia “saltellare” secondo il verbo longobardo skerzōn: una sequenza omofonica è infatti increspata da irregolari occorrenze di due note brevi, come un piccolo balzo. Compaiono quindi nella condotta dei singoli strumenti alcune divergenze rispetto all’uniformità della linea melodica: minuscole ripetizioni fuori luogo, piccole incongrue deviazioni melodiche, ritardi e rincorse, errori simulati, veri e propri lapsus. Progressivamente aumenta la presenza di queste aberrazioni, e la percezione acustica viene falsata da prospettive ritmiche illusorie, conseguenze armoniche illogiche, importuni trompe l’oreille.
La seconda sezione (Trio) vorrebbe rappresentare con la sua verticalità accordale un richiamo all’ordine, ma risulta invece ancora più subdola: disanalogie, trasgressioni sequenziali, rifrazioni distorte, al principio tutte quasi impercettibili, ma via via sempre più frequenti, disorientano e generano ricorrenti fraintendimenti. La successiva ripresa dello Scherzo è falsa. Essa infatti non è mai una vera ripresa, ma semmai una rilettura della prima sezione, con trappole, intralci e deviazioni che portano il discorso musicale prossimo a deragliare, vittima di un definitivo scherzo; anche se questo, infine, non accade.
Filippo Del Corno




